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Gasp aspetta Palacio

"Può adattarsi al mio gioco. Juve e Inter favorite. Partiremo forte"

 

«Ero bambino,me lo ricordo bene, ero in una società sportiva insieme a tanta gente, davanti al televisore». Aveva undici anni e mezzo, Gian Piero Gasperini, 40 anni fa, quando l’uomo sbarcò sulla luna. Ricorrenza tra pochi giorni. Ieri, invece, Fabrizio Preziosi è sbarcato a Buenos Aires e, nella tarda serata, è iniziata la riunione decisiva per portare in rossoblù Rodrigo Palacio, stella de lBoca Juniors (si parlerà anche di Sebastian Battaglia): il club argentino ha ormai accettato la partenza dell’attaccante, qualche resistenza in più per il centrocampista. E diciassette anni fa il Grifone sbarcò in Europa. Tra poco più di un mese ci torna: 20 e 27 agosto. «Quella doppia partita – dice l’allenatore dopo la fine del primo allenamento in Austria – vuol diremolto per noi, ma non possiamo neanche pensarci troppo ora.

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La prima rete in partitella è contesa tra Mesto e Jankovic

Il primo segna nella partitella a una sola porta, il secondo nella sfida sul campo grande. Forestieri in prestito al Malaga

 

Non è ancora partita vera, è un 8 contro 8, ma il primo gol della stagione genoana può essere considerato questo: lancio lungo per Crespo che, in rotazione, di piatto destro mette l'assist sulla corsa di Jankovic, taglio da sinistra al centro del serbo e destro che batte Scarpi. Applausi. Come aveva fatto spellare le mani ai tifosi presenti al campo della Stubaital, in precedenza, un pallonetto calibrato di Rossi. Era partita a una porta, quella, e la rete d'apertura - a contendere a Jankovic il primato stagionale - era stata di Mesto con un diagonale a pelo d'erba. Al primo giorno di lavoro, tanta palla al pomeriggio. In mattinata, invece, corsa di fondo ed esercizi di forza in palestra. A dirigere le fatiche, i tre ribattezzati dai giocatori gli "spaccagambe": i preparatori atletici Pilati e Trucchi, il rieducatore Barbero.

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Bilanci, assoluzione per Preziosi

Il processo per il doping amministrativo chiuso con un nulla di fatto. Le valutazioni dei giocatori non erano truccate

 

Si chiude nel giorno dell'avvio ufficiale della nuova stagione l'ultimo processo a Enrico Preziosi e al suo Genoa, quello sul doping amministrativo. E termina con l'assoluzione per i reati più gravi (le fatture per operazioni inesistenti, secondo l'accusa compilate con l'obiettivo di creare "plusvalenze" per sanare i bilanci ammortizzando le uscite in più anni) e la prescrizione per gli altri (i falsi in bilancio). Cade così nei confronti del patron del Genoa l'accusa di aver truccato i conti con operazioni virtuali, in sostanza l'aver giocato sulla stima dei giocatori acquistati o venduti. Con Preziosi, sono stati assolti anche gli altri sei imputati: l'ex direttore generale del Genoa Giovanni Blondet, l'ex presidente e l'ex segretario generale del Cesena, Giorgio Lugaresi e Gabriele Valentini; l'ex presidente e l'ex direttore generale dell'Udinese Franco Soldati e Pierpaolo Marino; e infine Alessandro Zarbano, in qualità di legale rappresentante della società rossoblu, chiamata in giudizio come «persona giuridica» e condannata a una sanzione di 225 mila euro.

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Genoa, manca solo Palacio

Preziosi: "Tre squadre più forti di noi, le altre no".

 

«Palacio? Un giocatore straordinario.Ci farebbe fare il saltodi qualità, come è stato con Milito». Nel giorno della partenza per il ritiro di Neustift, Enrico Preziosi non sceglie le mezze misure per confermare l’interesse del Genoa nei confronti dell’attaccante argentino. «Lo vogliamo, inutile nasconderlo, lo seguiamo da otto mesi e di solito obiettivi così non ce li lasciamo sfuggire sottolinea mio figlio Fabrizio partirà per l’Argentina per cercare di acquistarlo. Il giocatore ha detto di voler venire solo al Genoa, ma ogni trattativa ha le sue difficoltà. Una settimana fa il Boca sembrava aver ceduto, poi le cose si sono un po’ complicate. A me piace molto: vedremo nei prossimi giorni». L’accordo con Palacio è già stato raggiunto: quadriennaledacircaunmilionedieuro. Il Boca, dal canto suo, sta temporeggiando, inattesa chequalche altroclub s’inserisca e faccia alzare un po’ il prezzo.

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Crespo: «Il segreto? Divertirsi in Europa». Sculli: «E ora battiamo Diego e Thiago»

L'argentino: «La nazionale è un mio obiettivo, Maradona me l'aveva promessa. Gasperini insegna, Mourinho no»

 

L'entusiasmo di un ragazzino, la tranquillità di un veterano. Nel primo giorno di scuola rossoblù tocca a Hernan Crespo guidare la pattuglia dei nuovi acquisti. «Ho tanta voglia di fare bene, di mettermi in mostra - spiega l'attaccante argentino, poco prima della partenza per Neustift, all'hotel Sheraton vicino all'aeroporto -. Ho scelto una società seria e sono contento, vorrei essere parte di questo progetto». La sua esperienza internazionale potrebbe fare comodo al Genoa che si riaffaccia dopo 17 in una coppa europea. «Ci sono tanti giocatori bravi al di là dell'età: forse potrei dare il mio contributo, trasmettendo tranquillità, con la consapevolezza che ci si deve divertire. L'Europa è una bella piazza, un traguardo per i tifosi che aspettano da tanto tempo. Non deve essere una sofferenza ma un divertimento».

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Gasp lancia le sfide: parapendio e rafting

Jankovic, neo papà, offre da bere a tutti. Giovedì sera festa in piazza con i tifosi. Mercato, Pelé non sarà tesserato

 

Abbraccio quando manca un quarto alle sette di sera, nel piazzale davanti al VitaHotel Edel Weiss, casa estiva del Genoa nel ritiro di Neustift. In alto il ghiacciaio dello Stubai incombe, ai suoi piedi Gian Piero Gasperini scende per primo dal pullman rossoblù. E, tra i tifosi del Grifone, i rappresentanti del consorzio turistico della località austriaca e il personale dell'albergo, che danno il benvenuto con cori e un brindisi, inquadra Bosko Jankovic che gli si fa incontro. Il serbo, qualche ora prima, è arrivato con sua madre da Lugano, dove due giorni fa è nato suo figlio Sergej. «Bosko, è un maschietto vero?», dice il tecnico. «Sì mister» risponde l'attaccante. L'abbraccio. «E com'è come portiere? - sorride Gasp - O è un bomber?». Assist per l'esterno offensivo, che replica: «Non come me, ma è un bomber». Ieri sera Jankovic ha pagato da bere a tutti i compagni. La stagione del Genoa comincia così.

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Abbonamenti,il calo non tocca Genova

 Botteghini semideserti, perché gli stadi sono scomodi, le pay tv conquistano sempre più terreno e il calciomercato non decolla. Per molti club di serie A, l'inizio della campagna abbonamenti è stato una doccia gelata.

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