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Ferrari: provato anche la difesa a 5 l'ex giallorosso
venerdì 12 settembre 2008

Il Secolo XIX

di Giuliano Gnecco

 

  Genova. Il Diavolo non fa paura: «Bisogna affrontare tutte le squadre, prima o dopo non fa differenza». Matteo Ferrari è tranquillo, anche se «affrontiamo una delle squadre più forti d'Italia e d'Europa; stanno attraversando un momento così, ma può essere la loro forza, e non sarebbe cambiato niente se avessero vinto 5-0 a Lugano. Sarò una partita difficile, ma in A sono tutte così, non esistono partite facili».
Però l'ex romanista, che diventerà padre a novembre, è chiamato a un compito delicato: guidare la difesa contro gli assalti di Kakà e Ronaldinho. «Chiunque giochi in difesa - sottolinea - avrà un compito difficile; il Milan ha tanta qualità davanti, e ogni pallone può essere buono per fare gol. Non c'è un giocatore che temo più degli altri; ognuno ha le sue qualità, l'importante è affrontarlo con rispetto ma senza paura. In questo periodo abbiamo lavorato per modificare l'assetto difensivo: a tre, a quattro, anche a cinque. Deve essere la nostra forza saper cambiare anche nel corso della partita. E comunque il modulo conta fino a un certo punto; conta la determinazione. In ogni caso non mi sento titolare fisso; porto il mio bagaglio di esperienza, però il posto bisogna conquistarselo ogni settimana, è il mio pane quotidiano».

 
Rubinho: «Il Milan non mi fa paura» l'intervista
giovedì 11 settembre 2008

IL SECOLO XIX
di:Giuliano Gnecco


«Se giochiamo da Genoa, possiamo metterli difficoltà. Ronaldinho? Mai lasciargli spazio»


Rubinho si allena
Genova. Si avvicina il debutto stagionale al Ferraris. Il Genoa riprende il campionato con nuove ambizioni. Di fronte ci sarà però il Milan delle stelle, e per Rubens Fernando Moedin Rubinho si annuncia una giornata di intenso lavoro. Eppure il portiere rossoblùè tranquillo, sfoggia la sua consueta flemma pur dimostrando grande rispetto per il quotato avversario.
Ironia del destino: due anni fa, sul finire del campionato di serie B, per l'estremo difensore brasiliano c'era stato un timido interessamento del Milan, che lo voleva affiancare a Dida. Non se ne fece nulla, ma ora l'estremo difensore rossoblùè titolare in serie A mentre quello che all'epoca veniva considerato pari a Buffon è mestamente finito in panchina.
Rubinho, in questa intervista al Secolo XIX, parla del Milan, di Ronaldinho e Kakà, ma anche del suo orgoglio nell'indossare la maglia del Genoa e il suo sogno di conquistare un giorno la maglia della Nazionale brasiliana. E avverte: il Grifone non parte battuto neppure con i rossoneri.
Si sentirà a suo agio domenica con tanti connazionali in campo: nel Milan ci sono parecchi brasiliani.
«Mi sembrerà di essere a casa. Conosco quasi tutti i ragazzi, sarà un piacere parlare con loro dopo la partita. Lo faccio sempre con i miei connazionali. Però il piacere viene sempre e solo dopo la partita: prima e durante si gioca la gara».

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"My Way" di Sinatra diventerà la colonna sonora del Grifone
giovedì 11 settembre 2008

IL SECOLO XIX
di:G.GN.


Giorgio Calabrese che ha scritto canzoni per Celentano, Mina e Vanoni, rielaborerà il testo assieme a Peo Campodonico


Frank Sinatra
GENOVA. Il progetto prende forma: Peo Campodonico, autore dell’inno Un Cantico per il Mio Grifone, e Giorgio Calabrese, che ha scritto i testi per le canzoni di artisti come Celentano, Mina, Jannacci, Gaber, Vanoni e Aznavour, hanno avuto il primo incontro nella redazione del Secolo XIX e Radio19, per una nuova colonna sonora della Nord sulle note di My Way, uno dei più grandi successi di Frank Sinatra: con una madre di Lumarzo The Voice non poteva essere che genoano.
Osserva Calabrese: «Si potrebbe fare qualcosa del tipo Genoa forever, o Genoa per sempre». Campodonico: «Magari Vedo la Stella». Dissente Calabrese: «È un messaggio un po’ criptato ». Piccola pausa, Calabrese è autoironico: «Io allo stadio andavo con il dinosauro, perché gli autobus non c’erano ancora». Poi si va sulle questioni concrete: «Bisognerà avere il permesso dall’autore francese», osserva Campodonico. «Non occorre, il brano è depositato: i diritti vanno a lui», lo tranquillizza Calabrese.
Campodonico ha un dubbio: «Non credo che la Gradinata avrebbe facilità a cantare questa canzone». Calabrese lo rasserena: «Se prendiamo le ultime otto misure si può cantare». Campodonico suggerisce: «Si potrebbe raccontare la vita di un genoano o la vita del Genoa. La facciamo in genovese o in italiano?». Calabrese è scettico: «Non so se vale la pena di farla in genovese, perché ci sono tanti genoani, e ne ho incontrati tanti, anche a Milano, Voghera e ovunque». Campodonico concorda: «Certo, se vuoi mandarla in Argentina o altrove, è meglio».

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