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Gasperini: «E ora ci divertiremo» PDF Stampa E-mail
martedì 16 settembre 2008

Il Secolo XIX

di Giuliano Gnecco

 

 «Farò i complimenti ai giocatori. Jankovic e Motta daranno peso e potenza nel tiro»

 

 Genova. La prima vittoria contro una grande dal ritorno in A; il giorno dopo Gian Piero Gasperini è ancora molto carico.
Quale insegnamento si può trarre dalla partita con il Milan?
«È una partita che ci ha dato consapevolezza e fiducia. La squadra è stata rinnovata: fuori c'era un certo scetticismo, in noi c'era curiosità. Direi che abbiamo avuto risposte positive: se vinci e fai queste prestazioni, hai la possibilità di ripeterti. Ci sono anche importanti elementi caratteriali».

 Lo scorso anno il Genoa ha iniziato a ingranare alla quinta giornata; con i molti innesti si pensava a un periodo di adattamento più lungo, invece si può dire che il Grifone sia già partito?
«È una bella partenza. Avevo già detto che siamo più avanti rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso: avevamo cambiato meno, ma eravamo esordienti nella categoria. Si è visto anche in precampionato e in Coppa Italia che siamo più avanti. Chiaro, c'è chi lo è di più e chi meno, e bisogna portare tutti sullo stesso piano».
Il fallimento milanista dei Tre Palloni d'Oro insieme, cosa vuol dire tatticamente?

«Ci sono diverse spiegazioni, compresa la condizione. Ma nel calcio bisogna essere principalmente una squadra, non solo solisti, anche bravi. Altrimenti le rappresentative del resto del Mondo vincerebbero sempre, invece non danno neppure spettacolo».
Cosa l'ha sorpresa domenica?
«L'attenzione, la precisione nel da farsi. La condizione mentale e atletica».
Ora la difficoltà è "governare" l'entusiasmo della gente.
«Il calcio in questo momento, non solo per noi, riserva sorprese. Poi entrando nella fase calda, dopo qualche giornata, si vedono i valori e se c'è la condizione».
Cosa le ha detto Preziosi dopo la partita?
«Era felice, felicissimo. Sono contento. Ha detto che è la vittoria più bella della sua carriera».
Cosa ha detto lei ai giocatori?
«È stato un finale di partita molto duro, e poi dopo la gara è difficile parlare ai giocatori. Parlerò alla ripresa degli allenamenti, farò i complimenti a tutti, a uno per uno».
Quante telefonate ha ricevuto da domenica pomeriggio?
«Tante, il telefono squilla in continuazione. Ha iniziato in mattinata Radio Anch'Io della Rai; mi ha quasi tirato giù dal letto, ho parlato che ero ancora quasi addormentato. Ma è giusto che ci godiamo questo momento, però da domani penseremo al Palermo».
Lei che lo conosce bene, Gasbarroni può giocare con continuità ai livelli visti con il Milan?
«Magari, ha fatto una partita di livello straordinario. Ha sempre avuto qualità e resistenza: non mi ha sorpreso. Ha sempre corso con facilità, la qualità ce l'ha. Lo conosco da quando era ragazzino, e spesso ha giocato a grandi livelli».
Cosa possono dare in più a questa squadra Thiago Motta e Jankovic?
«Hanno fisicità importante; sono due giocatori diversi. Hanno un tiro potente, un calcio che un po' ci manca. Arrivano appena adesso, e devono entrare nelle qualità e nella condizione della squadra».
Ha impressionato la difesa, che non ha praticamente corso rischi: si aspettava che sarebbe stata così solida dopo sole due giornate?
«Siamo sempre stati solidi quest'anno. Anche a Catania abbiamo corso pochi rischi, solo che quattro o cinque giocatori non hanno rimediato a un errore».
Se proprio si vuole cercare il pelo nell'uovo, per come si era messa la gara, non si poteva chiudere prima i conti?
«È vero. ma anche il Milan ha avuto una buona occasione con Pato. Non si può essere sempre al cento per cento. Però abbiamo avuto più palle gol di loro».
Essendoci tre partite in sei giorni, c'è da aspettarsi un turn over massiccio?
«Faccio fatica a dirlo oggi, però ci aspettano tre partite molto pesanti. Certo giocheranno solo quelli che stanno bene e sono inseriti».


 

 
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